Caso Lecce: tre giornate a Delio Rossi, 10mila euro di multa alla Lazio (Il Messaggero.it)

ROMA (16 luglio) - Tre giornate di squalifica per Delio Rossi e ammenda di 10.000 euro alla Lazio per responsabilità oggettiva. La Disciplinare ha deciso di punire così il tecnico biancoceleste per «avere tentato, senza esito, di indurre- come recitava il deferimento - nel corso di una conversazione telefonica il presidente della Lazio Lotito ad assumere iniziative nei confronti dei dirigenti del Lecce, tese ad influenzare la prestazione tecnica della squadra in vista della partita del 30 aprile 2006». L’allenatore della Lazio era stato deferito per una telefonata fatta a Lotito il 17 aprile del 2006 nella quale il tecnico consigliava al presidente di «ammorbidire» il Lecce atteso due settimane dopo all’Olimpico.
Dopo averlo ascoltato nel pomeriggio, la Disciplinare ha scelto di sanzionare Rossi e il club di Lotito perché «le spiegazioni fornite non trovano riscontro né nel senso letterale della trascrizione, né in quello delle parole utilizzate e della logica comune - come riporta il comunicato ufficiale- E’ vero, infatti, che la conversazione ha avuto ad oggetto quasi esclusivamente le strategie di mercato della Soc. Lazio e, in particolare, il possibile acquisto di un calciatore della Soc. Lecce, ma è altrettanto vero che le affermazioni del Rossi, per quanto circoscritte, isolate e superficiali, risultano comunque essere il risultato di un atteggiamento non consono ai doveri di correttezza che devono informare il comportamento dei tesserati».
Le motivazioni del provvedimento. La squalifica di Delio Rossi nasce da una telefonata fatta il 17 aprile del 2006 con Lotito, una conversazione intercettata nell’ambito dell’inchiesta relativa alla scalata del club. Nell’intercettazione, il tecnico «avrebbe sollecitato il presidente Claudio Lotito a effettuare pressioni
sulla dirigenza del Lecce per ottenerne un atteggiamento remissivo in occasione della gara di campionato da disputarsi qualche tempo dopo». In particolare, è sottolineato nel dispositivo della Disciplinare, «la Procura federale ritiene che la condotta istigatrice di Rossi - peraltro non accolta da Lotito - abbia concretizzato non l’ipotesi dell’illecito sportivo» ma quella «dell’illecito disciplinare dal momento che avrebbe assunto una “sufficiente esteriorizzazione”». Nella telefonata in questione, Rossi e Lotito parlano della possibilità di portate Ledesma alla Lazio. Al tecnico piace il regista e, mentre parla al telefono con il presidente usa termini che non sono piaciuti alla commissione disciplinare. Parole come «ammorbidire» o «se vengono rassegnati è meglio» riferite al Lecce hanno fatto scattare l’allarme e il deferimento da parte della Procura Federale per aver violato l’articolo 1 della giustizia sportiva. Sia l’allenatore, sia il presidente Lotito, però, hanno sempre dichiarato la loro innocenza, anche perché entrambi assicurano che si parlava solo ed esclusivamente di mercato. Il tecnico, a meno di clamorosi ripensamenti dell’ultimo minuto, parlerà sabato in sala stampa e spiegherà il suo punto di vista.