Rossi, l’ora del giudizio: rischia fino a tre mesi (Gazzetta dello sport)

Che giorni, questi giorni. Da un processo in cui oggi si scriverà la parola fine, a una fine, quella del suo rapporto con la Lazio, che invece sembra allontanarsi. Per Delio Rossi e la Lazio queste sono ore decisive. Oggi il tecnico sarà alla Disciplinare per scongiurare un rischio che invece appare concreto: la squalifica.
Il processo Si va dall’ammenda pecuniaria a uno stop di 3 mesi: questa la sanzione a cui va incontro il tecnico, che oggi al suo fianco, oltre agli avvocati Gentile e Viglione, avrà il presidente Lotito. Rossi si deve difendere dall’accusa di violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva. Il deferimento arrivò in seguito alla famosa telefonata del 17 aprile 2006 tra allenatore e presidente Lotito. Chiacchierata divisa in due telefonate: la prima di 3′16″, la seconda di 42′: tutti i 45′ verranno ascoltati dalla commissione presieduta dall’avvocato Sergio Artico. Due i passaggi incriminati delle parole di Rossi: «Noi dobbiamo intavolare delle trattative col Lecce perché abbiamo bisogno che vengano abbastanza ammorbiditi qua a giocare» e «Se vedono che possono fare degli affari, non dovrebbero venire col dente avvelenato».
No al patteggiamento La linea di difesa della Lazio è chiara: Rossi non si riferiva al risultato di Lazio-Lecce, ma alla trattativa per l’acquisto di Ledesma. E la partita, tra l’altro, non era decisiva ai fini della classifica. Rossi, in ogni caso, è convinto di riuscire a chiarire la sua posizione. Ecco perché ha rifiutato di patteggiare, soluzione prospettata ai suoi avvocati.
Il futuro Lotito e Rossi, tra l’altro, oggi potrebbero approfittare per parlare di futuro, dopo il contatto di due giorni fa. «Se ci troveremo d’accordo, non cambierò tecnico — ha detto ieri Lotito —. Abbiamo un appuntamento per valutare le prospettive del futuro. Mi auguro che troveremo convergenze, magari cambieranno alcune cose all’interno della squadra ma non è detto che cambierà il tecnico. Da parte mia c’è la volontà di rinforzare la squadra». Il presidente, in sostanza, vuole capire se lo spogliatoio è ancora dalla parte dell’allenatore. Proprio Rossi nei giorni scorsi ha parlato con i senatori, che gli hanno confermato la fiducia. Questo potrebbe essere il particolare che fa la differenza. Tutta la differenza.