Il giorno più lungo di Delio Rossi (La Repubblica)

Per Delio Rossi è il giorno più lungo. Il processo al tecnico biancoceleste riprende oggi alle 15.30 davanti alla Commissione Disciplinare presieduta dall´avvocato Artico: è la seconda e probabilmente ultima udienza, la prima c´era stata il 22 novembre. Sentenza prevista in serata. L´allenatore era stato deferito per slealtà sportiva: «Ha tentato, senza esito, di indurre il presidente della Lazio ad assumere iniziative nei confronti dei dirigenti del Lecce tese a influenzare la prestazione della squadra in vista della gara del 30 aprile 2006». Questa l´accusa del procuratore federale Palazzi, che ha anche deferito il club per responsabilità oggettiva. Tutto nasce dalla telefonata di 3 minuti e 16 secondi tra Rossi e Lotito del 17 aprile 2006 alle 22.40: «Noi dobbiamo intavolare delle trattative con il Lecce perché abbiamo bisogno che vengano abbastanza ammorbiditi qua a giocare», la frase incriminata di Rossi. E più avanti: «Se intavoliamo una trattativa, quindi vedono (quelli del Lecce, ndr) che possono fare degli affari, non dovrebbero venire con il dente avvelenato».

La difesa sostiene che si parlava di Ledesma, il pupillo di Rossi che poi è stato acquistato dalla Lazio, quindi solo di un´operazione di mercato. Lo dimostrerebbe anche la successiva telefonata (era caduta la linea) di 42 minuti, annessa agli atti e che sarà ascoltata nel corso dell´udienza: Lotito e Rossi parlano di situazioni interne alla Lazio ma soprattutto di mercato, con ampio giro d´orizzonte sui giocatori da cedere e da acquistare. L´elenco dei nomi citati, da Guana a Cassetti, da Amauri a Recoba, è riportato nella memoria difensiva. La volontà di Rossi era di inculcare l´acquisto di Ledesma nella mente del suo presidente, che invece era orientato - e lo fa capire citando Galliani - su Brocchi e Ambrosini; tant´è che il tecnico non parla più di Ledesma appena ha la certezza che Lotito ha afferrato il concetto e gli assicura che avvierà l´operazione. Gli avvocati puntano all´assoluzione o al massimo a un´ammenda, ma resta il rischio della squalifica (da uno a tre mesi) per il tecnico e di una sanzione pecuniaria per la Lazio. Rossi, sicuro della sua innocenza, di recente ha rifiutato il patteggiamento. Oggi sarà presente anche Lotito. In caso di sentenza negativa, appello alla Corte di giustizia federale.

Intanto il duello tra Mazzarri, che oggi incontrerà la Samp (il ds Marotta), e Rossi entra nel vivo: la prossima settimana si decide. Lotito non esclude che scoppi la pace con Delio, a prescindere dall´esito del processo. E assicura la sua «ferma volontà di rinforzare la squadra e di far sì che non si commettano più gli errori fatti quest´anno».