Primarie Lazio, Rossi è davanti (Gazzetta dello sport)
Ieri a Formello vertice con Lotito: la conferma di Rossi è più probabile. Ma resistono le tre alternative.
Possibilità Rossi 50%
Pro: Tanti nomi, tante idee per la panchina biancoceleste. Ma l’ipotesi più probabile resta la conferma di Delio Rossi. A maggior ragione dopo l’incontro svoltosi ieri a tarda sera a Formello tra l’allenatore e il presidente Lotito. Il famoso vertice di fine stagione (con una settimana di anticipo) per capire se ci sono le condizioni per proseguire anche nella prossima stagione il matrimonio Rossi-Lazio. Se Rossi resta, c’è una base buona, anzi ottima, dalla quale per ripartire dopo una stagione comunque deludente.
Contro:Il grande dubbio relativo a Delio Rossi riguarda il rapporto con lo spogliatoio. La stagione che si sta chiudendo, con i suoi mille problemi, ha prodotto lacerazioni interne difficili da ricucire. Per questo il tecnico ha chiesto al presidente un profondo rinnovamento dell’organico. Ma gli ha anche garantito che è sicuro di poter rilanciare il suo progetto di squadra anche con gli stessi uomini che ha avuto a disposizione quest’anno. Il presidente ha deciso di rifletterci su un attimo prima di sciogliere la riserva.
Possibilità Mazzarri 25%
Pro:Walter Mazzarri è in questo momento nella top five degli allenatori italiani. Il tecnico toscano è reduce da due incredibili capolavori: la salvezza con la Reggina di un anno fa nonostante i 15 punti di penalizzazione e la quasi-Champions della Sampdoria quest’anno. E’ un tecnico moderno che sa coniugare le esigenze di spettacolo a quelle dei risultati. E riesce sempre ad ottenere il massimo dai suoi giocatori. Emblematica, in tal senso, la gestione di Cassano.
Contro : L’arrivo di Mazzarri comporterebbe copiosi investimenti per Lotito. Sia sul diretto interessato (che vuole un ingaggio più alto degli 850 mila euro che prende alla Samp) sia sul parco-giocatori. Se venisse alla Lazio, infatti, Mazzarri chiederebbe la conferma di tutti i pezzi migliori dell’attuale organico, il riscatto di Bianchi ed altri acquisti mirati. Un progetto giustamente ambizioso per un tecnico che ritiene sia arrivato il momento di spiccare il volo. E progetto ambizioso fa rima con progetto costoso.
Possibilità Beretta 15%
Pro: Non ha lo stesso curriculum di Mazzarri, ma anche Mario Beretta ha fatto qualcosa di molto importante nelle ultime due stagioni. Ne sa qualcosa il Siena che con lui in panchina si è salvato con largo anticipo sia quest’anno sia l’anno scorso. Anche lui è un tecnico pragmatico, capace di divertire senza trascurare mai l’importanza di ottenere i risultati. Dalla sua ha anche lo straordinario rapporto umano che riesce a stabilire con i giocatori. La gestione dello spogliatoio per lui non è mai stato un problema.
Contro:Su Beretta c’è soprattutto un’incognita. Riguarda la mancanza di esperienza ad allenare in grandi piazze (Parma e Chievo le altre squadre che ha allenato in serie A). Il salto dalla provincia alla metropoli non è mai facile. Cambiano ambiente, scenari e anche i rapporti con i giocatori. Un conto è avere a che fare con uno spogliatoio di una ventina di elementi in cui non ci sono nazionali, altro è cimentarsi con un organico di trenta giocatori con gente che può vantare un palmares internazionale.
Possibilità Acori 10%
Pro:Quella di Leo Acori è l’ipotesi che dà meno garanzie, ma anche quella più affascinante. Come tutte le scommesse. Quel che è certo è che da tre anni il suo Rimini è la squadra che gioca il calcio più bello in serie B. Un calcio bello ed anche redditizio, tanto che il Rimini ha sfiorato i playoff l’anno scorso e può arrivarci quest’anno. A suo favore c’è anche la familiarità con Roma, dove risiede e dove è nata la moglie, la cui famiglia è di provata fede laziale. Acori, insomma, non sarebbe uno straniero nella capitale.
Contro: E’ una scommessa, si diceva. E infatti Acori non ha mai allenato in serie A, pur avendo 53 anni. La sua carriera si è sviluppata tutta nelle categorie inferiori prima di approdare al Rimini che, sotto la sua guida, è salito dalla C2 fino alla B. La serie A è un’altra cosa, soprattutto per un tecnico offensivista come lui. Inoltre è facile prevedere che, se fosse lui il nuovo allenatore della Lazio, la piazza lo accoglierebbe con un certo scetticismo. Sarebbe quindi costretto a ottenere subito risultati per evitare di finire nel tritacarne.