Nel peggiore dei modi (Lazio.net Magazine)

di Roberto Taglieri

Stadio Olimpico, ore 22:45. La Lazio straccia via il tagliando per l’Europa e con esso le residue speranze di recuperare le sorti di una stagione sballata dal principio, sconfitta dall’Inter con un secco 2-0. I nerazzurri, di fatto assorbiti completamente dalla decisiva partita di Campionato di domenica contro il Siena, si presentano a Roma come da copione con le seconde linee. La Lazio non riesce a recuperare Radu; Delio Rossi allora gioca con Zauri e De Silvestri, ponendo a centrocampo Dabo e “testa e cuore” Behrami accanto a Ledesma, optando poi in avanti per l’abituale tridente. Ma né la testa, né il cuore possono molto quando, dopo un solo minuto di gioco Ledesma va a battere una punizione dal limite guadagnata da Rocchi: il tiro a girare è perfetto, Toldo è fermo e battuto ma la palla colpisce il palo e va fuori. Gran brutto segno per la Lazio, ma la spia che questa partita stasera sarà molto difficile ce l’ha al 14’ Tommaso Rocchi. La punta biancazzurra, servita ottimamente da Ledesma prova a concludere dai 18 metri ma il suo bel piatto a girare colpisce ancora il palo e si perde sul fondo. I biancazzurri forzano il ritmo, l’Inter non sembra molto vogliosa, ma si difende benissimo. Il primo tiro nerazzurro al 17’ è un cross di Zanetti, che Ballotta fa suo agevolmente, ma anche se la squadra di Mancini non appare per nulla propositiva, la Lazio, dopo una fase ad ritmi alti, si sgonfia pian piano. Alla mezz’ora Ballotta anticipa Jimenez, messo in movimento da un cross di Cesar e subito dopo Pandev si ritrova libero in area, si gira per calciare di sinistro ma il pallone finisce a lato. Ancora il macedone, due minuti dopo riprova a concludere improvvisamente ma Toldo gli blocca il pallone. Sul finire del tempo poi è ancora Jimenez a raccogliere un assist di Suazo e a calciare in porta ma per fortuna di Cribari, che lo marcava strettissimo, la palla finisce out. Nella ripresa la Lazio comincia ancora forte, con un contropiede velocissimo che termina con un tiro di Behrami stoppato in extremis. Al 48’ Zauri non prova a calciare da buona posizione, cercando un dribbling che fa alla fine terminare l’azione in un nulla di fatto. Poco dopo Rocchi cerca la deviazione di testa, che Toldo riesce a respinge ma al 51’ arriva il gol nerazzurro. Suazo dalla fascia destra si libera della marcatura di Cribari e riesce a crossare in mezzo all’area, dove Pelè liberissimo, non fallisce la marcatura mettendo la palla all’incrocio dei pali. La Lazio accusa il colpo seriamente; il ritmo cala, complice anche la frammentazione del gioco, favorito dai giocatori interisti che approfittano degli infortuni per perdere ulteriore tempo. Intanto Mancini protesta vivacemente ed è espulso da Saccani. Al 66’ Rocchi dà una palla smarcante a Pandev, che invece di provare a calciare subito, cerca un dribbling per poi concludere rasoterra: Toldo gli para il tiro distendendosi alla sua sinistra. Entra Kolarov per sostituire uno spento Zauri ed il serbo al 68’ porge un bel pallone a Dabo, che tira di prima ma la palla sfila sul fondo. Ancora Kolarov su punizione da molto lontano non trova lo specchio per pochissimo. Le idee dei biancazzurri si annebbiano; la manovra risulta sempre più confusa ed affidata solo ad episodi sporadici, ma intanto affiora un grande nervosismo: il nuovo entrato Cruz colpisce Kolarov con una manata, ma l’arbitro ed il guardalinee non se ne avvedono; gli animi si infiammano ed in campo inizia qualche brutta scaramuccia. Quando i nervi cominciavano a calmarsi all’83 Materazzi stende Pandev con un fallaccio. Saccani, su segnalazione del guardalinee, lo caccia ed il numeroso pubblico, che fino a quel momento era stato encomiabile ed aveva incitato la squadra, esasperato dal brutto episodio e dal risultato negativo inizia ad inveire contro tutto e tutti. E mentre partono gli inevitabili cori contro Lotito ed i giocatori, arriva pure il secondo gol dell’Inter. All’84’ Ballotta sbaglia il rinvio, dando vita ad una veloce ripartenza nerazzurra; da un cross sulla destra ancora Ballotta va troppo morbido alla respinta, la palla carambola su Siviglia e Cruz è lestissimo ad approfittare dell’occasione, spedendo in rete la palla che gli era finita tra i piedi. Ed al grido di “andate a lavorare” tra l’88’ ed il 92’ Kolarov, Bianchi e Siviglia cercano altrettante velleitarie conclusioni, tutte parate tranquillamente da Toldo, prima della fine dopo 5’ di recupero, che sancisce la meritata vittoria dell’Inter e la disfatta laziale. I biancazzurri hanno avuto circa due mesi per preparare questa partita, definita come la gara che vale la stagione. In funzione di ciò si è sorvolato sul farsesco finale di Campionato, per il quale occorrerebbe maggior severità di giudizi. Questa figura indecente aggravata dal fatto che gli avversari erano le riserve dell’Inter a questo punto non lascia più alibi. Ed ora si devono aprire nuovi scenari: inevitabili i cambiamenti, ma se quei due pali all’inizio fossero entrati ?

LAZIO INTER 0 - 2 51’ Pelè 84’ Cruz
LAZIO
Ballotta, De Silvestri (86’ Tare), Siviglia, Cribari, Zauri (65’ Kolarov), Ledesma, Dabo (79’ Mutarelli), Behrami, Bianchi (88’ Tare), Pandev, Rocchi.
All: Rossi
INTER
Toldo, Zanetti, Rivas, Burdisso (67’ Materazzi), Maxwell, Chivu (76’ Maicon), Bolzoni (58’ Cruz), Pelè, Cesar, Jimenez, Suazo.
All: Mancini
Arbitro Saccani