Lotito prepara in silenzio una rifondazione (Dire)
Sarà rifondazione. L’eliminazione dalla Coppa Italia e il modo in cui è arrivata ha fatto maturare il frutto che era già nei pensieri del presidente Lotito: la Lazio cambierà. Molto, a partire probabilmente dall’allenatore. Che il giorno dopo i due schiaffi dell’Olimpico con l’Inter e i fischi dei tifosi si è confrontato con la squadra prima dell’allenamento. Una chiacchierata nel chiuso dello spogliatoio, poi giocatori in campo in un centro sportivo completamente disertato dai sostenitori biancocelesti. Dopo la seduta, però, Rossi ha avuto anche un lungo colloquio con il ds Sabatini, pure lui a rischio per alcune scelte di mercato (da Meghni a Del Nero, da Rozehnal a Muslera) che non hanno convinto Lotito. Il presidente, nel frattempo, resta in silenzio. «Fare un bilancio adesso sarebbe mettere un dito nella piaga- aveva detto Rossi subito dopo il ko con l’Inter- ma credo che ci siano basi positive su cui ripartire. Mi dispiace soprattutto per la gente, almeno un’altra gioia oltre al derby gliel’avrei voluta dare». Invece niente. E in Lotito, fortemente contestato (ma per lui non è una novità) come l’allenatore e la squadra (che i tifosi non hanno voluto nemmeno sotto la Curva, ricacciandola al coro «Andate a lavorare»), quella della rifondazione è diventata più di una idea. Dopo una stagione così, bisogna ripartire con altre basi. Senza Rossi, anche se il tecnico riminese non solo avrebbe voglia di arrivare alla naturale scadenza del contratto (giugno 2009), ma di discutere un eventuale prolungamento. «Io sono un dipendente- ha detto il tecnico biancoceleste- il presidente l’ho visto e lo rivedrò. Certo la delusione è tanta, io ho delle mie idee ma bisogna vedere se queste combaciano con quelle di altri». Probabile di no, visto che in società si sta sondando il terreno con tre diversi allenatori: Novellino (esonerato dal Torino), Colantuono (se non dovesse rinnovare con il Palermo) e, ma sembra la pista più difficile, Mazzarri (che vuole restare alla Sampdoria). E poi i giocatori: in procinto di partire Mauri, Behrami, Mudingayi e altri (a cominciare dai vari Meghni e Del Nero). La partenza dell’ex Udinese sembra ormai inevitabile per l’insanabile frattura con l’ambiente (dopo la sconfitta con l’Inter è stato pesantemente contestato all’uscita dello stadio), Behrami invece vorrebbe restare ma al momento è ancora lontano l’accordo per il prolungamento del contratto. Quello in vigore scade nel 2010, tuttavia l’esterno svizzero può andarsene all’estero a fine stagione sfruttando il famoso articolo 17 della Fifa e pagando una penale irrisoria (1,8 milioni di euro) rispetto al valore del suo cartellino (più di 10 milioni). Lotito si sarebbe dovuto incontrare con Alessandro Beltrami, agente di Behrami, ma all’ultimo ha annullato l’appuntamento. Il presidente biancoceleste ha imboccato nel pomeriggio l’ingresso di Villa San Sebastiano (sua residenza e quartier generale) senza dire una parola. Un silenzio eloquente, dietro cui si cela la rifondazione della Lazio.