Camiglieri: Stadi nuovi? I soldi ci sono (Gazzetta dello sport)

L’ultimo dato in materia lo fornisce una ricerca della Deloitte pubblicata ieri da Il Sole 24 ore: in Inghilterra le società di calcio ricavano 51 euro per spettatore, l’Italia si ferma a 16. C’è una bella differenza. «Non è più tempo di chiacchiere, il divario con l’estero rischia di diventare incolmabile. È ora che anche qui gli stadi diventino una voce rilevante nei fatturati delle società». La Open Gate Italia, società di pubblic affairs fondata da Tullio Camiglieri, si occupa anche di questo: portare sul tavolo delle istituzioni aziende private disposte a investire negli stadi. «Nuovi, moderni e in grado di garantire dei ricavi». A Roma, la questione- stadi è sulla bocca di tutti, finalmente anche delle istituzioni.
Camiglieri, ha letto le dichiarazioni del neo sindaco Alemanno? Si impegna a concedere le aree, ma il Comune non dovrà sborsare un centesimo. È d’accordo?
«Alemanno ha ragione, che se ne fa il Comune di due stadi? Come li mantiene? Gli stadi di Roma e Lazio non dovranno essere un costo per la collettività, ma piuttosto strutture al servizio della collettività».
E chi ci mette i soldi?
«Più di un soggetto, non solo i costruttori. Chiunque abbia interesse a ottenere dei ricavi da strutture che dovrebbero ospitare ristoranti, centri commerciali, cinema, ampi parcheggi, spazi per mostre e musei. Avete idea di quanti posti di lavoro si potrebbero creare?».
Avete già trovato qualcuno interessato?
«Sì, abbiamo sottoposto i nostri progetti a due fondi americani che sono molto interessati a investire in stadi e infrastrutture sportive a Roma».
E le strade, le fognature, i trasporti?
«Bisognerà sottoporre al Comune dei progetti seri, in cui gli stadi diventino vere e proprie strutture polifunzionali, con palestre, palazzetti, piscine da mettere al servizio del quartiere. Penso anche alla possibilità di costruirli in aree periferiche, abbinandoli allo sviluppo di un’edilizia popolare».
Tempi e costi di eventuali operazioni?
«Difficile prevederli, direi almeno tre anni e 300 milioni di euro. Ma dipende dai progetti».
Che dovranno essere molto ambiziosi…
«Sì, perché la costruzione di stadi e nuove infrastrutture sportive non sarà solo un’opportunità per le società di calcio, ma io credo anche per il calcio e lo sport italiano. E Roma in questo scenario potrebbe rivelarsi determinante per ottenere l’organizzazione degli Europei 2016 e, se tutto il Paese la sosterrà come ha fatto con l’Expo 2015 a Milano, anche per ospitare le Olimpiadi».
A proposito, ma l’Olimpico che fine farà?
«Non lo so, resta il fatto che non è uno stadio costruito per il calcio».