Rossi nel mirino (Il Messaggero)

di DANIELE MAGLIOCCHETTI

ROMA - La Lazio è in caduta libera. E mettere delle toppe a questo finale di stagione, con la semifinale di coppa Italia alle porte (sono 4.500 i biglietti acquistati dagli abbonati, da oggi scatta la vendita libera), non sarà semplice. Ma ora bisogna andare avanti, con il perentorio ordine di cambiare rotta. L’aria che tira, però, non è bella. Anzi, è piuttosto pesante. Già perché alla fine a pagare per tutto ciò potrebbe essere proprio Delio Rossi. La sconfitta con la Juve ha fatto male. Tanto. Quasi ferito a morte i tifosi e fatto infuriare il presidente Claudio Lotito che ieri ha avuto un duro confronto sia con i giocatori, sia con il tecnico. «Basta, se si continua così non si va da nessuna parte. A Torino ho visto un atteggiamento indecoroso e una squadra già in vacanza. E non si può, o meglio chi gioca per la Lazio non se lo può permettere. Ora sono tutti sotto esame dal tecnico ai giocatori», le parole piene di rabbia pronunciate dal numero uno biancoceleste mentre lasciava Formello. Una dura presa di posizione, quella del patron, che non è nuova però.
Qualche mese fa, dopo le deludenti sconfitte con Empoli e Cagliari, Lotito si arrabbiò molto con la squadra. Ricordate? Ma dopo un bel risultato a Milano e il successo nel derby i biancocelesti sono sprofondati di nuovo nel baratro. Dunque, se a distanza di settimane il presidente è tornato a farsi sentire, vuol dire che c’è qualcosa che si è rotto da tempo all’interno dello spogliatoio. Più di qualche giocatore, e più di un insospettabile, non vede l’allenatore come l’anno scorso. «Ho notato che il clima non è sereno. Ho detto al tecnico che questa squadra deve tornare ad essere concentrata e dimostrare quello che vale, se ha interesse a farlo», le parole che confermano che non tira una bella aria. Allo stesso tempo, però, bisogna puntualizzare che gli stessi giocatori non sono più quelli della passata stagione. Qualcuno, forse, dopo aver assaporato la Champions League, si è montato la testa. Non ci sono più voglia, cattiveria e fame. Tutte quelle belle cose che hanno permesso a Rossi e ai suoi di fare un campionato incredibile, qualificandosi per l’Europa che conta. Ora invece la Lazio è dodicesima in classifica, con 24 punti in meno rispetto all’anno scorso. Un dato catastrofico. Che ha avuto il culmine nella partitaccia di domenica a Torino. Poco prima delle 11 di ieri Delio Rossi ha visto la squadra, ha salutato e pregato tutti di guardare il primo tempo di Juventus-Lazio. Un silenzio assordante. Non volava una mosca, tant’è che il tecnico alla fine ha aggiunto che se in campo fossero scesi undici comuni mortali non sarebbe stato diverso. Non ha digerito il comportamento della sua squadra, il tecnico, ma al tempo stesso è preoccupato perché non capisce i motivi di questo tracollo. E per la verità non riesce a comprendere i movimenti della società, almeno fino adesso. Il faccia a faccia tra tecnico e giocatori, esclusa la proiezione del primo tempo, è durato davvero poco.
Verso le 13,15 ha fatto il suo ingresso a Formello Claudio Lotito. La faccia era tutto un programma. E’ piombato nello spogliatoio e per una ventina di minuti, forse meno, se l’è presa con tutti. “Non potete prendere in giro la gente in questo modo. Chi non gioca per amore della maglia può anche fare le valigie e oltre ad accampare dei diritti avete soprattutto dei doveri”, i concetti espressi dal presidente. «Ho avuto un confronto con i giocatori e l’allenatore perché ritengo che le responsabilità siano di tutti. Poi c’è la squadra che scende in campo e non può farlo con un modo vacanziero di approccio alla competizione o fare delle passeggiate. Io questo non lo accetto e l’ho detto a tutti quanti, anche perché il club sta subendo dei danni economici. E se c’è qualcuno che vuole andare via, si accomodi, tanto i giocatori non mancano. Ora devono chiedere scusa ai tifosi». Il presidente ha assolto invece se stesso e la società: «Si è fatto tutto il possibile con investimenti e altro. Questa squadra non merita la classifica che ha. Che Lazio sarà? Non posso fare una squadra da Champions se non parteciperò a quella competizione». Una curiosità dall’Inghilterra: il tabloid “The Sun”, col solito veleno, ha messo Bianchi e Rozehnal rispettivamente al secondo e all’ottavo posto fra i dieci clamorosi flop di stagione.