Lotito: «A Torino una Lazio indecorosa» (Il Messaggero.it)
ROMA (28 aprile) - Tutta la Lazio sotto esame. Lotito ha parlato mezz’ora con Delio Rossi e venti minuti con la squadra. Delusione per quanto sta accadendo e un avvertimento: a fine stagione chi non lo soddisferà verrà accompagnato alla porta. «Non ho trovato un clima sereno - ha detto il presidente della Lazio - A nessuno piace fare certe figure. Mi auguro che la squadra abbia capito che queste ultime tre partite vanno giocate con un altro impegno, un’altra concentrazione e un’altra determinazione, altrimenti a fine campionato trarrò le giuste conclusioni con provvedimenti che la società riterrà giusto adottare».
Lotito è risoluto come mai da quando ha preso la società nell’estate del 2004: «Tutti sono sotto esame perché è un problema che riguarda tutti. Ritengo indecoroso il comportamento espresso in campo a Torino e non solo. Questa squadra ha grandi potenzialità e non merita questa posizione in classifica. Le persone oltre ai diritti hanno anche dei doveri ma non lo hanno dimostrato. Nella vita ognuno è responsabile delle proprie azioni, la società non si rimprovera nulla perché ha messo la squadra in condizione di fare un buon campionato e di lottare alla pari con tutti. I campioni non sono tali solo perché fanno gol ma anche per il loro attaccamento alla maglia».
Il secondo requisito secondo Lotito è mancato ultimamente in diversi giocatori della Lazio: «Ho avuto un faccia a faccia con la squadra e l’allenatore perché ritengo che le responsabilità siano di tutti. Poi c’è la squadra che scende in campo e non può farlo con un modo vacanziero di approccio alla competizione, non lo accetto. Gli ho detto che chi non riconosce il valore dell’attaccamento alla maglia può andarsene. La Lazio non ha bisogno di persone che accampano solo diritti e non doveri. Uno può perdere o vincere ma se la deve giocare, deve combattere e onorare la maglia. Questa squadra è andata anzitempo in vacanza e non posso permetterlo a nessuno. Mi aspetto un comportamento da Lazio e ultimamente questo non c’è stato».
Il presidente è un fiume in piena: «Noi perdiamo non solo con le grandi ma anche con le piccole e questo dimostra che non c’è concentrazione né determinazione. È inutile che andiamo nelle scuole a predicare certi valori se poi noi siamo i primi a non onorarli. Quello che in questo momento bisogna capire è se i giocatori scendono in campo per vincere o per fare le passeggiate. Se i giocatori non vogliono rimanere alla Lazio si accomodino fuori, non è un problema, i giocatori non mancano».
Intanto, quelli che ci sono «si devono scusare con tutti, a partire dai tifosi che sono partiti da Roma spendendo soldi. Queste persone vanno rispettate e chi non lo fa non merita di stare alla Lazio. I tifosi non possono essere presi in giro. La squadra non può prendere quattro gol in venti minuti».
I giocatori hanno provato a replicare: «Secondo loro il calo di tensione è legato al fatto che in queste ultime tre gare non ci sono obiettivi, ma sbagliano. La società sta subendo danni economici importanti e i tifosi meritano rispetto». In più tanta parte dello spogliatoio non starebbe più seguendo Rossi, accusato di una cattiva gestione del gruppo: «Ho detto al tecnico che questa squadra deve tornare ad essere concentrata nelle ultime tre gare e dimostrare quello che vale, se ha interesse a farlo. Tutti coloro che hanno contribuito a questo tipo di prestazioni sono sotto esame».
Il futuro in biancoceleste di Rossi è più traballante di prima: «Le conclusioni con lui le trarrò a fine campionato, in relazione a quello che la squadra ha prodotto». Il mercato sarà strettamente legato agli obiettivi raggiunti: «Non posso fare una squadra da Champions se non parteciperò a quella competizione».