Parla Chinaglia: “Soros? Un mito! Io, innocente” (La Gazzetta dello sport)
Un esilio dorato più che un’umiliante latitanza.
«Perché a New York non si vive male, soprattutto in questa stagione. Giornate fantastiche, sembra estate». E allora «Nostalgia Chinaglia», nel dubbio che da queste parti sia ancora il sentimento di qualche tifoso laziale, tra i grattacieli di Manhattan non regge, «anche se l’Italia mi manca parecchio». Piuttosto, per continuare a giocare con il più celebre ritornello di Al Bano e Romina, sorge un dubbio: Giorgione Chinaglia o… canaglia?
«Sono innocente, non so che vogliono da me quei pubblici ministeri italiani». Niente, ci sarebbe quell’ordinanza di custodia cautelare per aggiotaggio ed estorsione, poi quel conticino di 4,2 milioni di euro da pagare alla Consob. «Il tempo mi sarà galantuomo», assicura.
Intanto, però, se ne sta nel suo esilio dorato. Un laziale a New York, chi lo ammazza? Lì, Chinaglia è una specie di icona pop.
Quando al Tribeca Film Festival fu presentato «Once in a lifetime», film sulla epopea calcistico-mondana dei New York Cosmos, lui che è stato il miglior goleador della defunta North American Soccer League, fu festeggiato più di Pelè. «Sono stato il primo a venire negli States, ho fatto la fortuna del soccer. Oggi faccio l’opinionista a Radio Sirius, parlo spesso con Capello e Ferguson, mi ascoltano otto milioni di persone».
Soros no, ha meglio da fare, ma lui giura di conoscerlo («Un mito!»). Conosce bene Joe Tacopina, che qui spacciano per grande tessitore della trattativa con la Roma, mentre lì «è il mio avvocato, uno forte, dice che sono il Micheal Jordan del calcio». Giorgione conosce anche la Inner Circle. «Una società seria, so che vogliono la Roma. Qui hanno fatto grandi cose, soprattutto stadi». Un laziale a New York che dice di un americano alla Roma? «Che è un’occasione storica, una svolta per il calcio italiano, ma dovete fare in fretta, perché gli americani vogliono tutto e subito, e se passa troppo tempo vi mollano!». Come ha fatto lui con la Lazio. Cattivi? «Sì, perché la porto sempre nel cuore. Ai laziali dico: abbiate sempre fiducia, ma non in Claudio Lotito». Canaglia…