L’avvocato Stendardo: Faccio un punto con la mia Lazio e poi penso alla laurea (Dire)

L’avvocato alla Juve è un titolo chiuso per ovvi motivi. Si dice al massimo «dottore in giurisprudenza». Un problema che Guglielmo Stendardo non si pone. Lui a Torino è in scadenza, perchè Lotito gli ha fissato un prezzo di riscatto spropositato: 12 milioni di euro per restare bianconero. Se quella cifra non cambia, oppure non si concretizza un possibile giro di prestiti (si parla di Almiron), Stendardo a giugno tornerà alla Lazio con un esame in più sul libretto, gli applausi non accademici di Ranieri, e un gol «usurpato» a Legrottaglie. Domenica la Juve cerca un punticino per la Champions aritmetica, proprio contro la ’suà Lazio. Lui, Stendardo, probabilmente tornerà in panchina, pensando ancora un pò all’Atalanta e al gol: «Sì, io in effetti il tocco l’ho avvertito, ma devo ammettere che è stato involontario- dice a Juventus Member- Il merito va sicuramente diviso con Legrottaglie. Quello che conta comunque è che sia stata una rete decisiva per mettere fin da subito la partita dalla nostra parte. C’era il rischio di sentirsi appagati dopo i risultati positivi delle ultime partite e invece abbiamo giocato con grande concentrazione. Per quanto il risultato finale possa far pensare il contrario, contro l’Atalanta non era per niente facile». Nonostante Ranieri abbia aspettato un pò prima di buttarlo nella mischia, Stendardo si è ambientato subito. «Con i campioni che ci sono in questa squadra è stato tutto più facile. Io ho cercato solo di dare il massimo in allenamento e farmi trovare pronto». Anche per il futuro se Lotito abbassasse un pò le pretese. «Mah, questo non dipende da me. Io devo solo cercare di fare bene in queste partite e laurearmi al più presto in giurisprudenza. Quest’ultimo è il mio vero obiettivo». L’avvocato, appunto… «Ne parlo in questi termini perchè dipende esclusivamente da me, dal mio impegno e dalla mia volontà. Nel calcio ci sono tanti altri fattori che possono condizionare una carriera e che sono indipendenti dalla volontà del singolo giocatore». Stendardo si pone gli obiettivi e li raggiunge. L’anno scorso si qualificò per la Champions con la Lazio, che quest’anno invece ha un pò faticato. «Quella passata fu una stagione straordinaria, sicuramente. Quest’anno, il rendimento è stato condizionato un pò dalle fatiche europee, un pò dai tanti infortuni, un pò da episodi sfortunati». Una Champions però lui l’ha praticamente conquistata lo stesso anche quest’anno… «Sì, anche se ho contribuito solo in minima parte, credo sia stato importante ricambiare la fiducia quando mi è stata concessa. Una bella soddisfazione». Da prendersi definitivamente proprio contro la Lazio. «Al di là dei singoli, credo che il collettivo sia la loro vera forza. E poi non credo che arrivi a Torino priva di motivazioni. Giocare contro la Juve le aumenta sempre. Vorranno fare una grande prestazione e noi dovremo rispondere con la grinta e la concentrazione che ci ha contraddistinto nelle ultime due settimane, per chiudere definitivamente il discorso Champions».