I guai partono dal centrocampo (DNews)

di Cristiano Cesarini

Quando si domanda a chi sa di calcio qual è il reparto più importante in una squadra, la maggior parte risponde senza esitazioni: il centrocampo. La linea mediana riveste un ruolo fondamentale sia nella fase di protezione della difesa, sia nel supporto all’attacco. Partendo da questo postulato, si può analizzare con cognizione di causa la stagione difficile della Lazio. Se le fortune dello scorso anno si erano poggiate sulla solidità della linea mediana formata da Mudingayi, Ledesma e Mutarelli, le disgrazie sportive di questa stagione affondano le loro radici nelle difficoltà incontrate dai tre centrocampisti. Mudingayi ha messo insieme 25 presenze in campionato di cui 20 da titolare. Con l’arrivo di Dabo a gennaio, qualche equilibrio è saltato e nelle gare importanti, a Milano contro il Milan, nel derby, a F Firenze per citarne alcune, soprattutto quando Rossi è ricorso al tridente, il titolare è sempre stato il francese. Una stagione non certo da incorniciare quella del belga, 12 gialli e diverse squalifiche, che è in trattativa con la società per prolungare il contratto. Sofferta è stata anche l’annata di Ledesma. L’intervento al ginocchio di ottobre ha inciso sul suo rendimento che, seppur di alto livello, non è stato costante: 29 presenze per l’argentino e 3 gol. A più riprese i guai fisici hanno minato la stagione anche di Massimo Mutarelli, marcia in più nel motore di Rossi lo scorso anno. Il cursore di Como è stato fermo molto tempo tra febbraio e marzo per un problema muscolare nella zona inguinale, ma in diverse occasioni si è fermato ai box: per lui solo 18presenze da titolare e 2 reti. Lo scorso anno il modulo a rombo aveva rappresentato la svolta tattica per eccellenza. Nel ruolo di trequartista Mauri sembrava aver scoperto la sua collocazione naturale, distribuendo assist e gol, ben 6, a piene mani. Quest’anno si è visto, al contrario, un giocatore abulico e spaesato, solo 3 gol e 15 presenze da titolare, troppo spesso alle prese con guai fisici. I fischi di alcuni tifosi ne hanno fiaccato le resistenze emotive, e solo in semifinale di Coppa Italia a Milano si è rivisto un Mauri discreto. Bene ha fatto Behrami, non sempre, però alternative non sono state a l l’altezza. Firmani, decisivo contro il Parma e a Palermo, ha saltato tutta la seconda parte di stagione per i problemi alla schiena. Baronio è stato ai margini della rosa, 5 gare da titolare in campionato, di più ha fatto Manfredini con 14 apparizioni dal primo minuto, ma senza incidere. Scarso l’apporto del talentuoso Meghni che ha fatto meglio in Champions rispetto al campionato dove ha giocato la miseria di 732 minuti. La federazione algerina sembra stia lavorando per ottenere il consenso della Fifa per farlo giocare nella propria nazionale. In ogni caso, il centrocampo resta il reparto sul quale la società dovrà lavorare di più. È stato bloccato Pablo Ledesma del Boca Juniors e da tempo si segue Jürgen Gjasula, 22enne svincolato due settimane fa dal San Gallo.