Cassazione: ultras a rischio carcere se lanciano petardi (Adnkronos)
Roma, 22 apr. (Adnkronos) - Anche il lancio dei petardi allo stadio fa rischiare il carcere. Non importa se vengono lanciati in una zona “non particolarmente frequentata”. Lo sottolinea la Corte di Cassazione, ricordando che i petardi sono assimilabili a “bombe” e a materie esplodenti” e come tali creano “pericolo per le persone”.
In questo modo la Prima sezione penale ha accolto il ricorso della Procura di Napoli che si era opposta alla revoca della custodia
cautelare in carcere nei confronti di quattro tifosi del Napoli, indagati per avere lanciato “alcuni grossi petardi esplosivi nello stadio San Paolo durante l’incontro di calcio tra le squadre di Napoli e di Frosinone il 2 dicembre del 2006″.
Il Tribunale di Napoli, lo scorso 25 ottobre, aveva ritenuto di non convalidare la custodia in carcere per il reato di danneggiamento seguito da incendio nei confronti dei quattro, sulla base del fatto che “i petardi non sono assimilabili ne’ a bombe, ne’ a materie esplodenti” e che non ricorreva la “finalita’ terroristica, ne’ quella di attentato all’ordine e alla sicurezza pubblica”. Tanto piu’ che i tifosi si erano allontanati dagli spalti non per “timori per l’incolumita’”, ma per non essere confusi con gli “autori del gesto”. Contro questa interpretazione ha fatto ricorso in Cassazione la Procura di Napoli, sostenendo che anche i petardi devono essere inclusi tra le “materie esplodenti” che ingenerano panico tra la gente e che, in base all’art. 6-bis della legge 401 dell’89, e’ prevista la custodia in carcare.
Piazza Cavour ha accolto il ricorso del pm e ha rinviato il caso al Tribunale di Napoli, che dovra’ rivedere la posizione degli
indagati, tenendo conto del fatto che “il lancio reiterato all’interno dello stadio e in concomitanza della competizione spotiva, di grossi
petardi ragionevolmente ” crea situazioni di “pericolo per le persone”.