I rimpianti di Rossi «Dovevamo segnare» (il Tempo)

MILANO Soddisfazione e rammarico: negli occhi di Delio Rossi le emozioni di una serata vissuta da protagonista nella Scala del calcio. Era da tempo che la Lazio non viveva una sfida del genere, era da tempo che i biancocelesti non uscivano da San Siro con la sensazione di aver lasciato per strada una grande occasione. «Per quello che abbiamo fatto vedere nel primo tempo c’è del rammarico - afferma l’allenatore laziale - ho visto una squadra autoritaria, brillante, propositiva. La Lazio mi è piaciuta molto, nella prima parte meritavamo di segnare almeno un gol. Nella ripresa la sfida è diventata più equilibrata, abbiamo anche rischiato di prendere gol perché ci siamo attardati a protestare con l’arbitro. Il ritorno? In questo momento lo vedo lontano, devo pensare alla prossima partita col Catania».
Il tecnico di Rimini è realista ma continua a cullare il sogno di poter trasformare una stagione abulica in un anno trionfale. Il derby vinto in campionato è servito a lenire la delusione dei tifosi laziali per un’annata vissuta in ombra. Il traguardo della finale di coppa rappresenterebbe un sogno da vivere fino in fondo, a pieni polmoni, con la quasi certezza dell’Europa in tasca.
«Sono soddisfatto perche l’Inter ha giocato con la formazione migliore - continua Rossi - arrivati a questo punto tutti vogliono arrivare fino in fondo. Bianchi? Già da martedì sapevo che non avrebbe potuto giocare: ho scelto Mauri perché avevo bisogno di un giocatore più fisico rispetto a Meghni, soprattutto sui palloni alti dove i nostri avversari sono pericolossissimi. La sua è stata una prestazione positiva. Behrami non stava bene, è stato lui a chiedermi il cambio. Peccato per l’occasione fallita da Rocchi: Pandev è partito in contropiede e ha fatto la cosa giusta. Tommy - Rocchi n.d.r. - è arrivato troppo veloce sul pallone. Di certo posso dire che non siamo una squadra cinica». La chiusura è del tecnico Mancini: «Sono contento del risultato, all’Olimpico ci basta l’uno a uno per andare in finale». Il tecnico nerazzurro, tuttavia non può sorridere: sospetto stiramento al polpaccio per il portoghese Figo che domenica non ci sarà.
Sim. Pie.