Muslera quando meno te lo aspetti (DNews)
di Stefano Tabusi
L’approccio della Lazio alla semifinale di Coppa Italia più o meno è simile a quelle prove del ciclismo su pista dove a fare la differenza spesso può essere un buon surplace. Il problema è che quello della Lazio, un po’ per via del classico sole primaverile, un po’ colpa di un avversario soporifero, tutto sommato è risultato fin troppo convincente, tanto da confezionare un generoso pacco dono per un Siena sull’uscio dell’agenzia di viaggi per le vacanze estive. In vista del match di dopodomani più che dai vari Crespo, Cruz, Zanetti o Cambiasso, i tifosi laziali a questo punto sono preoccupati daun sudamericano che veste la maglia verde, gioca in porta e risponde al nome di Fernando Muslera. Sempre titolare fin in qui in Coppa Italia l’uruguaiano comincia ad assomigliare in maniera sempre più preoccupante al Paperoga di Walt Disney, quello volenteroso, pasticcione e forse anche un po’ sfortunato. Qualità che tuttavia non risultano particolarmente apprezzate in un portiere di serie A. E dire che negli ultimi tempi, forte della fiducia accordatagli da Delio Rossi, Muslera aveva dato qualche segnale positivo trasmettendo persino l’impressione di aver ritrovato la sicurezza mancata a inizio stagione. Quando meno te l’aspetti però, come nel più scontato dei fumetti, bisogna fare i conti con la classica buccia di banana capace di azzerare tutto nel giro di un istante. Come se non bastasse all’imbarazzante gol subito,vanno aggiunte diverse incertezze (troppo spesso è ampiamente fuori posizione) e almeno un paio di uscite azzardate in cui a salvarlo ci ha pensato il direttore di gara. Con una semifinale di fronte, chiave di volta della stagione laziale, il dubbio Ballotta torna allora ad aleggiare dalle parti di Formello anche se rischia di esaurirsi in fretta. Le buone notizie per Delio Rossi riguardano invece la difesa, non tanto per la prestazione offerta ieri, quanto per un recupero importante come quello di Luciano Zauri. Lontano dal campo da circa tre mesi l’ex atalantino, pedina fondamentale nello scacchiere biancoceleste, è sembrato muoversi con convincente autorità, mostrando una buona tenuta fisica nell’arco dei 90 minuti. Un’alternativa in più in vista del match di Milano tanto più che Kolarov è alle prese con i postumi dello sfortunato scontro aereo con Karhja (una ventina di punti di sutura, ma sarà convocato). Con Radu di nuovo in rampa di lancio, Siviglia e Cribari ai box a scaldare i motori, Delio Rossi può dormire sereno concentrando la sua attenzione sul centrocampo dove Mutarelli continua a fornire le garanzie necessarie ma potrebbe finire in ballottaggio con Behrami (molto dipenderà dalla posizione in cui verrà schierato lo svizzero) per affiancare Ledesma e Dabo. In prospettiva Inter nessun dubbio riguardo all’attacco dove Mauri, Tare e Vignaroli non hanno fatto altro che confermare l’inamovibilità di Rocchi, Pandev e Bianchi.