Granoche: “Parlo con i gol. La Lazio è un sogno” (Il Messaggero)

di DANIELE MAGLIOCCHETTI

ROMA - Granoche, l’uruguagio dal gol facile che si ispira a Batistuta. E che tanto piace alla Lazio. Umiltà, sacrificio, passione e tanta voglia di imparare e crescere. Sentendolo parlare, Pablo Mariano Louro Granoche, sembra essere il giocatore ideale per Claudio Lotito. «Chi ha la fortuna di fare il calciatore sogna di giocare ad alti livelli e per me il calcio italiano è il massimo. Non ringrazierò mai abbastanza la Triestina che ha creduto in me portandomi in Italia e ora voglio ripagarla sul campo», la premessa di questo giovane dell’83 che viene da Montevideo. Lui, al momento, si sta facendo conoscere a suon di reti in serie B con la Triestina che ha avuto il grande pregio di andare a scovare questo ragazzo nel Vera Cruz, società messicana che milita nella serie cadetta. Lo score del centravanti di Trieste parla chiaro: 33 presenze e 20 gol al suo primo anno in Italia. Non male.
E’ bella la storia di Granoche, arrivato a luglio come punta di scorta, l’ultima in organico, e ora titolare indiscusso della Triestina. La sua ascesa inizia il 25 agosto, quando la sua squadra gioca con il Messina in casa per la prima giornata. Il sudamericano è in panchina, mentre i suoi compagni in campo sono sotto di un gol. A venti minuti dalla fine Maran, il tecnico, decide di farlo entrare e al novantesimo arriva il gol del pareggio dai suoi piedi. Si va avanti così per alcune giornate con Granoche sempre in panchina, ma il ragazzo, segna a raffica, convince e si conquista un posto da titolare. Sembra quasi la sceneggiatura di un film. «La fortuna conta parecchio quando fai questa professione, anche se io stesso sono sorpreso di aver fatto così tanti gol alla mia prima esperienza», dice lui con umiltà, definendosi «un centravanti molto potente e non tecnico». Verso gennaio ecco che si avvicinano alcune squadre per visionare il giocatore e tra queste c’è anche la Lazio. «A Trieste sto bene davvero e qui c’è un gruppo fantastico, ma è ovvio che la Lazio è una di quelle formazioni che vedevo in televisione da ragazzino e, tra me e me, dicevo: però sarebbe incredibile giocarci un giorno. Un vero sogno, come quello di poter andare in serie A e chissà che non possa arrivarci con la Triestina, a giugno comunque vedremo. Il mio modello? Semplice Batistuta, ce ne sono stati pochi come lui».
La società friulana non ha avuto alcuna offerta ufficiale per Granoche e né vuole vendere uno dei suoi gioielli, pur sapendo che di club interessati ce ne sono diversi, in Italia e all’estero. Certo è che se dovessero arrivare offerte importanti, allora le cose potrebbero cambiare in modo radicale. La Lazio lo sta osservando da mesi, come del resto sta facendo per Budan, Palacio (offerto 1 milione di euro per il prestito, piuttosto infastidita la risposta del Boca che lo valuta oltre 15 milioni), Matri e Acquafresca.
Lui, Pablo Granoche, attende con pazienza e un pizzico di curiosità per vedere cosa gli riserverà il futuro. Adesso non vede l’ora di scendere di nuovo in campo con la “sua” Triestina per fare gol. Ormai ci ha preso gusto e non vuole più fermarsi.