Lotito ti rendi conto che così oscuri la Lazio? (Corriere dello Sport)

di Stefano Agresti

La Lazio ha fatto molte cose buone negli ultimi due mesi e mezzo. Ad esempio ha vinto un grande derby, fermato l’Inter e fatto tremare il Milan a San Siro. Ad esempio ha conquistato la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia eliminando prima il Napoli e dopo la Fiorentina, sconfitta sia all’andata che al ritorno. E poi ha messo in mostra diverse individualità di spicco, che vanno dalle vecchie stelle Pandev e Rocchi ai nuovi acquisti, in particolare Bianchi e Radu (e qui significa che anche il mercato di gennaio ­ stato azzeccato). Ebbene: a fronte di tutto questo - che non sarà un’enormità ma­ comunque meritevole di grande considerazione ­l’impatto e l’immagine della Lazio non hanno ricevuto adeguato risalto, o giusta soddisfazione. Perché? Semplice: perché la Lazio­ è in silenzio stampa.
Sgombriamo subito, insomma, il campo da qualsivoglia forma di vittimismo: non c’è nessuna intenzione, da parte di nessuno, di dare alla Lazio meno di quanto la Lazio meriti. Chi realizza imprese ragguardevoli ottiene spazio ed elogi generalmente proporzionati ai risultati, in televisione e sui giornali. Credete ad esempio che Sky o il Corriere dello Sport non avrebbero ospitato volentieri, dopo la trasferta di Parma, un’intervista a cuore aperto a Pandev che ha stabilito il suo primato di gol, oppure a Bianchi che sta conquistando la gente con reti d’autore? Sarebbe stato bello e giusto. Per chi? Innanzitutto per i tifosi della Lazio, che ovviamente e giustamente vogliono ascoltare idee e pensieri dei loro calciatori. E forse anche per i campioni in questione, che avrebbero potuto trasmettere le loro emozioni alla gente. Quanto a tv e giornali, naturalmente avrebbero raccontato volentieri queste storie. Ma sono - ve lo garantiamo­le componenti meno interessate: non ­è un’intervista in più o in meno che fa le fortune di una trasmissione televisiva o di un quotidiano sportivo (non si ricorda un silenzio stampa che abbia provocato crolli, o anche solo cali, di ascolti e di vendite).
Della Lazio, parla solo Lotito: ovunque. Da qualche tempo, nei pre e nei post partita, si ascolta anche la voce di Rossi. Il fatto­ che ci sfugge il motivo alla base del silenzio di tutto il resto del mondo biancoceleste. Escludiamo che il presidente tema di essere “offuscato” dai suoi giocatori: magari trovarsi un microfono davanti non gli dispiace, però avrebbe spazio ugualmente. Ma l’aspetto più inquietante della sua scelta­ che proprio la Lazio paga questo mutismo, imposto dal 13 gennaio. All’interno del giornale, in due pagine, abbiamo cercato di capire quali effetti possa avere un simile atteggiamento in termini di impatto mediatico, pubblicitario, di marketing. Quindi in termini economici, per capirci. E abbiamo avuto la conferma di ciò che sospettavamo: la Lazio ci rimette, da tutti i punti di vista, dagli sponsor all’immagine. Assieme alla società, ci rimettono i tifosi e, in ultima analisi, anche i calciatori, che non vedono le loro prodezze celebrate come meritano. Ha un senso tutto questo?