Scudetto, Europa e salvezza: gli incroci pericolosi della “A” (E Polis)
di Malcom Pagani
Nella domenica delle elezioni, anche il campionato cerca la sua stabilità. Si vota su tutti e dieci i campi e la gamma di sogni possibili è un crinale più scivoloso delle promesse di inizio stagione. Si va dalla conquista del governo del campionato ad un onesto sottosegretariato alla salvezza. Dopo aver ascoltato per mesi commentatori di ogni risma intonare il de profundis per un torneo privo di sorprese, la serie A sorprende in una coda fitta di incroci pericolosi. Non c’è spiraglio che non sia aperto.
Scudetto, qualificazione a Champions e Uefa, permanenza tra le stelle. Comunque vada, non sarà un fine settimana qualunque. Il nervosismo è la spia che avverte i conducenti, a farne le spese, la qualità dell’aria. Alla giostra ha dato il via Spinelli ma da qui alla fine, c’è da starne certi, si succederanno lamentele, richieste di osservazione sulla regolarità e forse ancora esoneri. C’è agitazione a Torino, ad esempio, dove la squadra pare essere stanca del bastone del tecnico Novellino (prova d’appello nella Genova rossoblù) e si è appena rasserenato il clima a Catania e ad Empoli, dove l’allievo e il maestro, (Zenga e Cagni, ex compagni nella Sambenedettese dei primi anni ’80), hanno compiuto ingressi trionfali. “L’Empoli mi ha detto: ‘O sei convinto e noi ti paghiamo. Oppure dici no, noi lo accettiamo e ti paghiamo lo stesso’. Se sono tornato è perché ci credo. Moltissimo” ha detto Gigi, confidando di attendere il Parma di un altro capello bianco, Cuper (senza stress, altrimenti è peggio). L’ex (ma grande) portiere di Inter, Samp e Nazionale invece, ha mandato un augurio all’amore di una vita: “Sono stato in nerazzurro 22 anni, spero che il tricolore vada all’Inter” . E ha promesso coraggio per il derby siciliano, di sabato in esterna a Palermo: “Non ci tireremo indietro”. Senza dimenticare che dal 2 febbraio dell’anno scorso, la gara non potrà mai più essere solo una partita di pallone. Se all’Armando Picchi andrà in scena la lotta fratricida tra presidenti amici (lo sciùr Aldo e il sodale di scambi di timonieri e gite marinare Massimo Cellino), sulla rotta Milano-Udine passerà un bel pezzo di gloria.
L’Inter se la vede con la Fiorentina dell’apprezzatissimo e bramato Prandelli. Mutu e compagni non possono mollare terreno e ascolteranno con interesse la gara del Friuli, (l’Udinese di Quagliarella, settima, scoglio durissimo per la vicecapolista Roma) e il testa coda calabrese tra Reggina e Sampdoria. Le radioline intercetteranno ovviamente la gara clou della volata per l’Europa che conta: Juventus-Milan. Ancelotti arriva all’appuntamento senza Nesta, (ma incombe un fiducioso ricorso) Kaladze, Jankulovski, Oddo e Favalli. Anche per l’ad rossonero Adriano Galliani la prossima giornata sarà decisiva: “Credo che i risultati di Torino e Milano saranno determinanti per scudetto e quarto posto”. Napoli-Atalanta e Lazio-Siena valgono per l’Intertoto. Di questi tempi, meglio l’uovo oggi.