Cuper: “Parma, vinci per Matteo” (CorrieredelloSport.it)

PARMA, 5 aprile - «Vogliamo vincere la partita con la Lazio per fare un regalo a Matteo: il più grande dono che noi possiamo fargli è una vittoria e dobbiamo lottare per ottenerla». Un successo è per Hector Cuper il miglior modo che ha il Parma, in campo con il lutto al braccio, per salutare con onore e affetto Matteo Bagnaresi, di cui si sono svolti stamani i funerali, nella Chiesa della Comunità di Betania. «Lui magari potrà vederci dal cielo… Ai ragazzi ho detto esattamente questo. Non posso e non voglio chiedere che venga creato un clima di festa, perché è impossibile, ma certamente la squadra avrà bisogno di sostegno. Non sarà facile ma è uno sforzo che chiedo a tutti, perché per vincere sarà necessario sentire l’appoggio dei tifosi».

Un momento duro per tutti - riporta il sito gialloblù - ma che dovrà trasformare la tristezza in grande forza e voglia di lottare: «La strada da seguire sarà quella di pensare ad una gara in un certo senso diversa. Risulterà inevitabile pensare a ciò che è successo, ma dovremo essere concentrati sul nostro dovere, sull’affrontare un avversario forte come la Lazio e pensando che l’unico e miglior modo per convivere con questo triste momento sarà dare il meglio di noi stessi». La pressione sarà tanta… «La pressione c’era già e ci sarebbe stata comunque, perché la nostra situazione è delicata, ma sentire la pressione è una cosa positiva, se la si sa gestire: significa che si sta lottando per qualcosa di importante». La Lazio, da parte sua, «è molto forte nelle ripartenze ed è una cosa su cui abbiamo lavorato questa settimana. Quando i giocatori della Lazio recuperano la palla hanno tre uomini sempre pronti davanti che tagliano molto bene, con un gioco molto veloce e verticale, dunque noi dovremo essere molto attenti in difesa, perché dando a loro la possibilità di fare il gioco, potremo soffrire molto». La Lazio, poi, evoca a Cuper brutti ricordi. O, meglio, un brutto ricordo: il 2-4 subìto all’Olimpico il 5 maggio 2002, risultato con cui l’Inter regalò lo scudetto alla Juventus. Ma di acqua sotto i ponti da allora ne è passata tanta. «Per me oggi la Lazio è un avversario come tutti gli altri - ha concluso -. Ora è solo una squadra contro cui dobbiamo vincere». Anche perché c’è una dedica da fare. A Matteo.