Lotito: “Ora la Lazio è in fase di rilancio” (AGI)

(AGI/ITALPRESS) - Roma, 4 apr. - “Da quando ci sono io come presidente, la Lazio e’ una delle societa’ che ha investito maggiormente sul mercato. Qualora decidessimo di esercitare il diritto di riscatto sui giocatori ci sarebbe un investimento complessivo di 53 milioni di euro, lo scorso anno ci fu una spesa complessiva di 34 milioni di euro salvaguardando il patrimonio”. Il presidente della Lazio Claudio Lotito, nel corso di un forum svoltosi a “Il Tempo” sfodera i numeri relativi ai conti della sua societa’: “Oggi la societa’ produce 16 milioni di euro, ha un indebitamento in linea con il fatturato. La Lazio ha un indebitamento di 123 milioni di euro, con circa 100 milioni spalmati nei prossimi 18 anni. Questi sono i debiti complessivi della Lazio, come abbiamo evidenziato nell’ultimo comunicato del 30 marzo. Nei 123 milioni sono compresi 97 milioni di euro che fanno parte della transazione che abbiamo effettuato con il Fisco. La gestione di questa societa’ da quando sono presidente ha puntato molto sul recupero dei valori autentici dello sport, del rispetto delle regole, della cultura della trasparenza e della legalita’. Quando sono subentrato avevamo debiti per 550 milioni, nonostante cio’ la societa’ ha fatto investimenti patrimoniali importanti: quando sono arrivato non avevamo neppure undici giocatori da mandare in campo per la finale della Supercoppa di Lega”. “A che punto e’ arrivato il progetto di risanamento della Lazio? Siamo nella fase di rilancio. Abbiamo una coda importante del piano Baraldi, ma abbiamo chiuso una transazione significativa con la Banca di Roma. Non a caso lo testimoniano anche gli investimenti fatti dalla societa’. A parte Oddo non ho venduto nessun giocatore. Oltre ad aver risanato, abbiamo capitalizzato. In passato ci criticavano per il mancato acquisto di alcuni giocatori, temono che i giocatori che ho portato possano essere ceduti: mi riferisco a Pandev, ma io non ho mai messo in vendita i giocatori, se non quando il calciatore non era piu’ in linea con il progetto. Nemo profeta in patria: ma la Lazio in altri ambienti viene riconosciuta come un punto di riferimento. Questa societa’ e’ diventata un punto d’arrivo per tanti giocatori che militano in altri campionati. Ma questa cosa in Italia non ci viene riconosciuta”. “Sono abituato a valutare i risultati paragonandoli tra costi e benefici - continua Lotito - Alcuni club, non faccio i nomi, spendono 200 milioni d’ingaggi, chi spende 180, chi spende 140 e chi spende 97. La Lazio spende 17 milioni di euro. Chi applica il sistema calcio? Poi, alla fine, qualcuno vince: e le vittorie sono fatte di trofei. La Lazio e’ ancora una societa’ in convalescenza, non possiamo aspirare a vincere: sarebbe come un atleta che, dopo aver avuto la broncopolmonite, ha la pretesa di vincere una maratona. Fino a ora dovevamo prima rimetterci nelle condizioni di poter correre. D’ora in poi inizieremo a correre anche noi. E comunque, da quando sono io presidente, in proporzione temporale, sono quello che ha vinto piu’ derby di tutti. O sbaglio. Il tecnico della Roma Spalletti ha dichiarato che La Lazio ha speso molto piu’ della Roma e ha 27 punti di distacco dai giallorossi. “Allora non e’ vero che sono un presidente che spende poco - aggiunge il presidente del club biancoceleste - Ma come, mi chiamano “Lotirchio”? Se lo riconoscono gli altri, allora non e’ vero che non sto investendo per questa squadra. Noi stiamo facendo investimenti oculati: non puntiamo al quotidiano, puntiamo al futuro”.”La mia posizione e’ chiara da tempo: le societa’ per anni sono state condizionate da persone che, in forza del tifo, hanno assunto un condizionamento legato ad altri fini. Credo che il supporto del tifoso sia fondamentale, ma dal punto di vista passionale, della spinta emotiva, del rapporto empatico. Come presidenti dobbiamo portare avanti i valori del club: i valori della Lazio fanno parte integrante del nostro modo di essere da oltre 108 anni”. Lotito parla anche del ciclone calciopoli e sui cambiamenti del calcio: “Calciopoli e’ stata la storia di una morte annunciata. Faccio parte della Lega, se mi accorgessi di qualcosa di irregolare lo rappresenterei alle istituzioni preposte. I risultati sono l’espressione dei valori che esprime il campo”. Cosa bisognerebbe cambiare? Quando sono diventato presidente della Lazio mi ero prefisso due obiettivi: la transazione con il Fisco e la costruzione di un nuovo stadio. Il paradosso del sistema calcio e’ che la nostra attivita’ si regge sull’attivita’ imprenditoriale di un terzo, ovvero delle televisioni. Dobbiamo affrancare la dipendenza economica del mondo del calcio dai diritti televisivi attraverso la realizzazione degli stadi. E’ solo un problema di volonta’ politica”. Infine capitolo allenatore dopo le voci su un possibile addio di Delio Rossi. “Quando sento queste cose, sorrido. Rossi l’ho scelto io contro il parere di tutti. Nel momento in cui l’allenatore era ingiustamente nel mirino di alcuni organi, la prima cosa che ho fatto e’ stata rinnovargli la fiducia offrendogli il rinnovo di contratto. Non c’e’ nessun problema di nessuna natura: le scelte tecniche future verranno fatte con Delio Rossi. Da qui a breve faro’ un punto della situazione insieme al tecnico e al direttore sportivo per iniziare a pianificare la nuova stagione”.