Intervista a Couto: “Lazio da Coppa” (Il Messaggero)

di DANIELE MAGLIOCCHETTI

ROMA - Domenica c’è la Lazio e per Fernando Couto non è una gara come tutte le altre.
«Per me è sempre una partita speciale, e anche se l’ho già affrontata diverse volte è sempre un’emozione incredibile giocarci contro».
Ha vinto tanto con questa maglia?
«Vero e sono stati successi indimenticabili, ma io sono legato a questa società e ai suoi tifosi perché mi hanno dato tanto. Sono stati sette anni meravigliosi, in una città fantastica e un pubblico unico. Per me è un vero tuffo al cuore, soprattutto quando vengo all’Olimpico, mamma mia ragazzi».
Lo sa che è uno dei pochi ex laziali che non viene fischiato, anzi…
«Mi fa davvero piacere, ho un bellissimo rapporto con la gente laziale perchè ogni volta che gioco do tutto e sò che questo viene apprezzato. E poi anche i tifosi biancocelesti mi hanno dato parecchio e questo io non lo dimenticherò mai».
La cosa più bella e quella meno.
«Non vorrei essere banale, ma per me sono stati tutti momenti positivi dalle vittorie dello scudetto, dalle coppe, a partite incredibili. Ci sono state storie negative come quella del nandrolone o gare particolari, ma non mi piace parlarne. Dico solo che mi hanno fatto crescere tanto».
Ci spiega dopo tanti anni cosa è successo con Simeone?
«Io e lui siamo molto legati. Ci sentiamo ancora adesso. Siamo due impulsivi e poi non mi ricordo nemmeno per cosa discutemmo se per un fallo o una rimessa. Quelle partitelle erano vere. Poi ci chiarimmo e guai a chi ci toccava sul campo di gioco».
Lo sa che oggi Ballotta compie 44 anni? Lo vuole emulare?
«Marco è incredibile e gli faccio tanti auguri, ma io vivo giorno per giorno. Quello che posso assicurare è che mi diverto ancora tanto, a parte qualche piccolo problema fisico».
Perché tutti dicono che Couto è cattivo?
«E’ la mia maniera di giocare e non voglio cambiarla. L’importante è il rispetto verso gli avversari».
Domenica che sfida sarà?
«Per noi è una situazione molto difficile, abbiamo bisogno di punti. Mi dispiace per la Lazio ma dobbiamo vincere».
Se segna, esulterà?
«Certo, soprattutto per una forma di rispetto verso i miei tifosi. A me non è mai piaciuto chi dice il contrario, è assurdo per un giocatore. E’ come quando uno che dice di no alla nazionale: è una mancanza di rispetto».
I rapporti con Lotito?
«Buoni, ci sentiamo spesso. Io non ce l’ho con lui o altri perché non ho potuto concludere la carriera nella Lazio. E’ andata così, certo mi è dispiaciuto un po’ all’inizio ma ora sto al Parma e cerco di salvarlo».
Come vede la Lazio in coppa Italia?
«Sono un tifoso biancoceleste e, quindi, molto scaramantico, soprattutto in questo caso. Dico solo che osservandola con la Roma e con la stessa Inter, sono fiducioso, ma non voglio dire di più».
Ma Cristiano Ronaldo è un campione che prende in giro i colleghi?
«No, lui è fatto così, gioca così. Capisco Pizarro perché anche io in campo se vedo uno così mi arrabbio. Ma Cristiano non lo fa per deridere, è il suo istinto, poi crescerà e capirà anche lui. E’ da pallone d’oro».
Al Tardini sarà un’atmosfera particolare per la morte di Matteo Bagnaresi?
«Ho cercato di parlarne il meno possibile perché queste cose mi toccano molto, come accadde per Gabriele. Non si può morire così. In città e nella squadra c’è molta tristezza. E’ difficile parlare, veramente; l’unica cosa che possiamo fare è dare una mano alla famiglia di Matteo, questo assolutamente sì».