Domani 44: Ballotta, “Ho l’età per parare” (Il Messaggero)

di DANIELE MAGLIOCCHETTI

ROMA - Nel 1964 c’era Gigliola Cinquetti che trionfava a Sanremo, cantando ”Non ho l’età”. Una canzone che conoscono tutti, che ci è rimasta impressa nella memoria. Qualche giorno dopo a Casalecchio di Reno, a qualche chilometro da Bologna, precisamente il 3 aprile, nasceva Marco Ballotta. Un’assonanza perfetta per il portiere della Lazio, anche perché quel ragazzo, oltre a farne parecchia di strada, pare aver fatto suo il testo della Cinquetti. Lui, quando gli canticchiano il motivetto, ci ride sopra di gusto come se fosse la cosa più naturale di questo mondo fare quel che fa a 44 anni. Non ha l’età? Macché, ce l’ha ancora per parare come sa, anche se può sembrare un miracolo. Eppure, giocare alla sua età sia in Champions League, sia nel campionato più difficile del mondo a grandi livelli non è un giochetto da veterani. Tutt’altro. A renderlo facile è solo lui, Marco, che si diverte ancora tanto quando va a Formello per l’allenamento quotidiano e quando scende in campo la domenica e il mercoledì.
Domani compirà la bellezza di 44 anni, un record nel record. Ne ha collezionati in carriera. E ogni settimana che passa, da quel derby del 2005 dove arrivò in cima, non fa che centrarne un altro. E’ il giocatore più anziano ad aver mai giocato in serie A. Non solo. Quest’anno, nella sfida con il Real Madrid in Champions League, è riuscito a superare in questa particolare e quanto mai prestigiosa classifica uno come Alessandro Costacurta. Ha iniziato a giocare in Interregionale nel San Lazzaro, poi nell’81 passò al Bologna, dove tra le altre cose, si stava mettendo in mostra un ragazzino di nome Roberto Mancini: ma questa è un’altra storia. La curiosità sta nel fatto che fu proprio l’attuale allenatore dell’Inter a spingere Sergio Cragnotti a prendere l’estremo difensore dal Parma per gli anni migliori della storia della Lazio.
La prima grande occasione era arrivata nell’ottobre dell’84 quando il giovane Ballotta passò al Modena. Nella squadra emiliana rimase fino al ’91, raccogliendo ben 188 presenze e due promozioni in B, stabilendo anche il primato di minor gol subìti in un campionato prof, solo 9 in 34 partite in C/1. Fu indossando la maglia del Modena che ebbe il suo primo approccio con la Lazio all’Olimpico. Era la squadra di Fascetti, quella dei -9: Ballotta ne prese quattro, il primo dopo appena quattordici minuti da Fiorini, la partita finì 4-2 a favore di una Lazio affamata di punti.
A Modena, comunque, Ballotta si fece apprezzare per qualità e tecnica. Se ne accorse il Parma di Calisto Tanzi che lo acquistò (dopo l’esordio in A col Cesena) e lo fece giocare titolare in prima squadra. Nella formazione gialloblù Marco restò per tre anni, dopodiché emigrò al Brescia per una stagione per poi passare l’anno successivo alla Reggiana di Carletto Ancelotti, altro suo grande amico ed estimatore. Nel ’97 fu acquistato la prima volta dalla Lazio: conquistò uno scudetto e due coppe Italia, di cui la seconda da titolare. Inter (da secondo), Modena e Treviso comprendono la successiva parentesi prima del ritorno in biancoceleste. Il resto è noto: da balia che doveva essere è diventato inamovibile titolare e ha così potuto centrare i suoi record di longevità. Forse non arriverà ai 50 e 5 giorni di Stanley Matthews, il leggendario capitano inglese dello Stoke, ma di certo potrà superare i 44 anni e tre mesi, il record in A di un mito del basket come Dino Meneghin.
Per Marco parla ormai la storia. Gli apprezzamenti dei compagni, dei suoi ex allenatori, dei grandi portieri che ha avuto al fianco sono solo una conferma. Lui continuerà in campo finché lo vorranno, finché si divertirà. Per il futuro, se sarà fuori dal calcio, ha messo su a Modena un’azienda di geotermica, produce energia alternativa. Se ci pensate, non è proprio un caso. La sua “energia alternativa” ha fatto sì che la Lazio arrivasse a non rimpiangere Peruzzi. E ha portato luce, serenità, entusiasmo nello spogliatoio di Rossi. Anche nei momenti più difficili. Da campionissimo qual è e come va festeggiato.