Ledesma e il sogno azzurro (Il Messaggero)
di GABRIELE DE BARI
ROMA - Fra meno di un mese diventerà ”italiano” e potrà coronare il sogno di giocare con la nazionale azzurra. La storia di Cristian Ledesma somiglia a quella del connazionale Camoranesi che - con Trapattoni ct - scelse la maglia italiana, rinunciando a quella argentina. Le pratiche per il doppio passaporto, avviate da molto tempo, sono ormai pronte e Ledesma, entro aprile, potrà cambiare il suo status, diventando comunitario.
Il questo modo il centrocampista potrebbe coronare il sogno di indossare la maglia azzurra in quanto non hai mai giocato con le nazionali giovanili argentine. Ledesma spera di raggiungere presto questo traguardo, anche in virtù del suo rendimento crescente e del fatto che interpreta un ruolo dove i calciatori veramente bravi sono pochi nel nostro campionato. Deluso per la mancata convocazione dell’Argentina, mai arrivata nonostante buoni campionati, adesso punta forte alla maglia azzurra. L’ambizioso obiettivo è quello di diventare il vice-Pirlo, come centrocampista davanti alla difesa nell’Italia che, a settembre, comincerà le qualificazioni ai prossimi Mondiali. Ha sicumente meno fantasia e meno colpi del milanista però, nella fase difensiva, gli è certamente superiore. La Lazio e il procuratore D’Ippolito hanno lavorato molto per risolvere tutti i problemi legati al passaporto che aprirà al centrocampista anche nuovi orizzonti di mercato. Ledesma, infatti, piace a diversi club spagnoli che, però, hanno lo stesso problema di quelli italiani con il tesseramento degli extracomunitari.
L’argentino è legato alla Lazio fino al 2011 e guadagna 500 mila euro netti all’anno. Di sicuro resterà in biancoceleste ma, a fine stagione, il procuratore chiederà al presidente Lotito un adeguamento dell’ingaggio. Sulla scorta di quanto è accaduto per Rocchi, tutto lascia supporre che si aprirà una trattativa complessa che, comunque, per il valore del calciatore, la Lazio avrà interesse a risolvere così come ha fatto per l’attaccante. Del resto, nella formazione laziale, Cristian è l’unico elemento che, per caratteristiche tattiche, è davvero insostituibile. Il calciatore sul quale è imperniato il gioco voluto da Delio Rossi.
In Italia è arrivato nel 2001 e, dopo tanti provini negativi in varie società, e vicissitudini sfortunate, è stato tesserato dal Lecce quando ormai pensava di non farcela e di dover tornare in Argentina a vivere insieme agli 8 fratelli. Uno solo calciatore, ma senza troppa fortuna. Crsitian Ledesma è alla seconda stagione alla Lazio, voluto proprio dall’allenatore Rossi che lo conosceva dai tempi del Lecce e ne apprezzava le qualità. Quest’anno, nonostante un’operazione al menisco, che l’ha bloccato per qualche giornata e condizionato un po’ nel rendimento al rientro, l’argentino ha realizzato 3 gol (Roma, Napoli, Udinese), migliorando il suo personale record. Nella Lazio ha esordito in campionato contro il Parma, la squadra che si ritroverà davanti domenica prossima al ”Tardini”. In totale, con la maglia biancoceleste, ha collezionato 72 presenze e segnato 5 gol.
Ragazzo schivo, tutto casa e campo, il centrocampista, che compirà 26 anni a settembre, qualche settimana fa, dopo la grave sconfitta di Cagliari, venne contestato a Formello perché non stava giocando secondo i livelli di rendimento abituali. Male lui, come tutta la Lazio. Da qualche giornata, però, è tornato a esprimersi su standard molto buoni e anche la squadra ha ripreso a fare risultati positivi. In questo modo il centrocampista è passato dai fischi agli applausi, ritrovando anche la serenità. Con il francese Dabo forma una solida cerniera di centrocampo e ora l’argentino vuol chiudere in bellezza il campionato per presentare la propria candidatura in maglia azzurra e realizzare il suo sogno.