Dall’addio di Cragnotti all’arrivo di Lotito (Adn Kronos)
Da Sergio Cragnotti a Claudio Lotito. Dal crac della Cirio
all’avvento del nuovo azionista di riferimento, ecco le tappe principali delle vicende
societarie della Lazio negli ultimi venti mesi: 8 novembre 2002 - Il Trustee di Londra
dichiara il fallimento della Cirio, che affonda per non aver rimborsato un bond da 150
milioni di euro. È l’inizio dell’odissea della Lazio.
13 novembre 2002 - La Lazio viene messa in vendita. La cessione della società
biancoceleste rientra nel piano di risanamento del gruppo alimentare.
23 dicembre 2002 - I giocatori della Lazio avviano le procedure di messa in mora della
società per il ritardo nel pagamento degli stipendi.
3 gennaio 2003 - Si chiude l’era di Sergio Cragnotti che si dimette dalla carica di
presidente.
8 gennaio 2003 - Ugo Longo è il nuovo presidente della società biancoceleste.
29 gennaio 2003 - Luca Baraldi viene nominato amministratore delegato
della Lazio.
24 marzo 2003 - L’assemblea degli azionisti della SS Lazio delibera un aumento di
capitale da 110 milioni di euro.
24 giugno 2003 - Via libera, da parte del Cda della Lazio, all’aumento di capitale dopo il
parere positivo di Mediocredito centrale, che guida il consorzio di banche chiamate ad
effettuale l’operazione indispensabile per salvare la società.
30 ottobre 2003 - Luca Baraldi lascia la carica di amministratore delegato per ragioni
personali.
3 novembre 2003 - Giuseppe Masoni è il nuovo amministratore delegato della società.
Il Cda conferma Ugo Longo alla presidenza.
20 dicembre 2003 - Scadono i termini del ‘piano Baraldì, in base al quale i
giocatori hanno accettato la conversione di cinque mensilità e la rateizzazione del 45%
degli ingaggi nell’arco di tre anni. La società, impossibilitata a rispettare la scadenza,
chiede ai tesserati una proroga.
17 gennaio - Delibera dell’aumento di capitale per 120 milioni da parte dell’assemblea
degli azionisti della Lazio, alla terza convocazione.
16 marzo - Nella relazione semestrale viene evidenziato un saldo negativo. La Borsa
decide di sospendere il titolo- 31 marzo - Il Fisco ipoteca il centro di Formello per un
valore di circa 181 milioni di euro, a tutela del debito che la società biancoceleste ha nei
confronti dell’Agenzia dellle Entrate.
24 maggio - Riammesso in Borsa il titolo. Contemporaneamente, si avvia l’operazione
per l’aumento di capitale con l’offerta sui dirittti d’opzione.
- 17 giugno - Sottoscritto solo il 10% dei diritti, pari a 17 milioni di euro, al
termine della prima fase della ricapitalizzazione.
21 giugno - Acquistati i dirittti inoptati da un trader di Milano, che blocca la possibilità di
proseguire nell’aumento di capitale. La situazione viene risolta solo dopo un tira e molla di
dieci giorni.
8 luglio - Sottoscritti 10,9 milioni di azioni. Resta da collocare privatamente l’89,76 del
totale stabilito per la ricapitalizzazione.
9 luglio - Dopo l’interruzione della trattativa tra l’imprenditore Claudio Lotito e Capitalia, si
fa avanti il proprietario del Gruppo Cisco, Piero Tulli, che si dice pronto ad entrare nella
Lazio.
16 luglio - Capitalia ufficializza le offerte degli imprenditori Tulli e Lotito, dopo una
riunione fiume tenuta il giorno prima nella sede del gruppo bancario a Roma. Secondo
Capitalia, spetta alla stessa Lazio la valutazione sull’offerta migliore.
19 luglio - Lotito è il nuovo azionista di riferimento della Lazio.